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Alto Lazio

Ogni regione d’Italia ha piccoli antichi borghi, preziosi per la loro storia e la silente bellezza e questa volta abbiamo deciso di scoprirne alcuni nell’Alto Lazio, in provincia di Viterbo.

Itinerario:

Partiamo da Salerno prendiamo l’A1 direzione Roma; il traffico è intenso ma scorrevole. In prossimità di Orvieto (bellissima cittadina che abbiamo visitato più volte) lasciamo l’autostrada ed arriviamo a Bagnoregio e parcheggiamo in Piazzale Battaglini.

Dalla piazza è in partenza un bus navetta, lo prendiamo e dopo pochi minuti scendiamo al capolinea, situato all’inizio di uno stretto ponte, lungo circa 300 metri, ed ecco che lo vediamo: lassù, appollaiato su un colle di tufo a 462 metri s.l.m., c’è il borgo di Civita, “la città che muore” (è nell’elenco de “I Borghi più Belli d’Italia”). Per alcuni minuti restiamo immobili a guardarlo, è veramente spettacolare. La continua erosione causata da vento, pioggia, terremoti e da due torrenti che scorrono nelle valli sottostanti, sta sgretolando questo paese in maniera lenta e inesorabile.

Ci avventuriamo lungo l’esile ponte con gli occhi puntati al borgo: sembra sospeso nell’aria. Fa freddo e tira un forte vento che rende tutto ancora più irreale. Fatti circa 200 metri il ponte comincia a salire, e accediamo nell’abitato dall’unica porta di accesso detta di “Santa Maria”; le altre quattro antiche porte si sono ormai sgretolate. Girando per le stradine del borgo si ha la sensazione di essere entrati in una favola antica.

Nella piazza principale si può ammirare la Chiesa romanica di San Donato dove all’interno è custodito uno splendido crocefisso di legno della scuola di Donatello, portato in processione il Venerdì Santo. In questa stessa piazza, completamente sterrata, due volte l’anno si tiene “La Tonna”, tipica festa del borgo durante la quale si svolge la corsa degli asini intorno ad un recinto di forma circolare. Dai belvedere l’occhio si perde sulla vasta distesa dei calanchi, le caratteristiche formazioni franose che caratterizzano il territorio circostante: sembra un paesaggio lunare, dove il borgo si tende verso il cielo in un ultimo anelito di speranza di essere salvato dall’inarrestabile erosione del tempo. Civita è di una bellezza unica e indimenticabile.

Il giorno seguente partiamo per Vitorchiano, che si fregia della Bandiera Arancione del Touring. C’è un bel sole ed i colori accesi dell’autunno brillano sulla campagna circostante. Lasciamo il camper in Piazzale Umberto I, fuori le mura merlate, magnificamente conservate. Il borgo è situato su un banco di tufo con case alte e strette e scale esterne in bilico sulla roccia. Sulle antiche porte e finestre si possono vedere i simboli della Lupa romana e la scritta S.P.Q.R. a dimostrazione della fedeltà di questa cittadina della Tuscia a Roma. Percorrendo strette vie raggiungiamo la piccola piazza dove si trova il Palazzo Comunale, la Casa del Podestà e una splendida fontana a “Fuso”.

Dopo aver girato a lungo fra le stradine così belle e particolari riprendiamo il nostro SKI 20 e ci dirigiamo verso Soriano nel Cimino. Il borgo è arroccato su un colle, dominato da un maestoso castello. Parcheggiamo di fronte alla Pro-Loco e raggiungiamo la piazza principale gremita dalle bancarelle del mercato settimanale. Guardiamo le vie che si inerpicano ripide verso il castello e decidiamo di lasciare questa cittadina veramente impraticabile per noi e raggiungiamo così l’area di sosta adiacente al “Parco dei Mostri” di Bomarzo.

Nel pomeriggio entriamo nel “Parco dei Mostri”, detto anche “Bosco Sacro”; è veramente originale e fantastico, realizzato nel 1552 da Vicino Orsini nella sua tenuta di Bomarzo. Il parco, che è aperto “dall’alba al tramonto”, ospita gigantesche figure mitologiche e di animali, scolpite nella roccia. Si consiglia la visita magari al mattino, in quanto i viottoli del parco si snodano con scale e saliscendi. Girare con calma e portandosi da casa maggiori informazioni riguardo alle figure fantastiche che popolano il parco, diventa un viaggio in un mondo irreale che può essere veramente unico e indimenticabile. Passiamo la notte nell’Area Attrezzata vicino al parco.

Anche oggi c’è un sole brillante, non sembra di essere a novembre; avremmo voluto visitare il borgo medievale di Bomarzo, che sorge su rocce laviche fra i Monti Cimini e la Valle del Tevere e che si fregia della Bandiera Arancione del Touring, ma dalle notizie apprese anche da altri camperisti il progetto ci appare difficoltoso.

La nostra meta è pertanto Montefiascone. Diverse volte siamo venuti qua ad acquistare il famoso vino bianco “EST! EST!! EST!!!” ma non abbiamo mai visitato la cittadina. Appena passata l’antica porta troviamo l’Ufficio Informazioni dove ci consigliano la strada meno ripida per fare un giro turistico. Montefiascone è situato in cima al colle più alto dei Monti Volsini a 600 metri s.l.m. Percorriamo la Via della Rocca e raggiungiamo un meraviglioso belvedere sul lago di Bolsena ed i Monti Cimini. La Rocca dei Papi si erge imponente; la costeggiamo ed entriamo nel parco da dove possiamo ammirare la gigantesca Cupola della Cattedrale, tra le più grandi d’Italia. Percorriamo poi la Via Trento che ci porta direttamente in Piazza S. Margherita dove è situato il Duomo dedicato alla Santa. Sotto la chiesa è visitabile un’impressionante cripta dove sono conservati due busti contenenti i crani dei santi Margherita e Flaviano.

Riprendiamo il camper e ci fermiamo sulla S.P. Umbro-Casentinese dove c’è la Basilica di San Flaviano, monumento principale di Montefiascone. La chiesa è su due piani, in stile romanico. Al primo piano si trova la tomba del prelato Johann De Fugger. Narra la legenda che un suo servo, il quale aveva il compito di segnalargli i locali dove c’era del buon vino, contrassegnandoli con la scritta “EST” (E’), arrivato a Montefiascone trovò un vino talmente squisito che lo indicò come “EST! EST!! EST!!!”. Il prelato ne bevve tanto da morirne. Al secondo piano c’è il trono del Papa Urbano IV e l’altare papale. Raggiungiamo l’Area Attrezzata della Cantina Sociale e dopo aver pranzato acquistiamo del vino e altre specialità locali.

Proseguiamo il nostro viaggio fino a Bolsena, che ha ricevuto la Bandiera Arancione del Touring, fermandoci, anche per la notte, nel parcheggio sotto le mura della parte vecchia della città, in Piazza Caduti di Nassiriya. Un po’ di relax ed alle 20 siamo a cena in una trattoria tipica del centro storico, dove gustiamo abbondanti antipasti e cotolette d’agnello.

Ci svegliamo con un bel sole e, dopo colazione, andiamo a visitare la cittadina. La prima sosta è al grande complesso della basilica di S. Cristina. Oltre alla chiesa, di età medievale, visitiamo la nuova Cappella del miracolo (dove sono custodite le reliquie del miracolo eucaristico del 1263) e la grotta di S. Cristina (dove è conservata la pietra con le impronte dei suoi piedi). In un’ala della basilica sono visitabili anche le catacombe che risalgono al periodo delle persecuzioni cristiane; noi le visitammo alcuni anni fa e non ci siamo tornati in quanto sono veramente impressionanti per chi soffre di claustrofobia.

Con il camper raggiungiamo la piazza del Castello medievale Monaldeschi che domina Bolsena e da dove si ha una fantastica vista sul lago. Al suo interno visitiamo il Museo Territoriale del Lago, che raccoglie reperti archeologici, dalla preistoria al periodo romano, rinvenuti nelle zone circostanti di Bolsena. Il museo si sviluppa su tre piani, tutti accessibili anche ai disabili, in quanto è dotato di montascale.

Questi nostri viaggi, alla scoperta di antichi borghi, oltre che arricchirci emotivamente e stupirci piacevolmente, ci confermano ogni volta che il nostro Paese può offrire a tutti, anche nella propria regione, bellezze antiche di secoli, cariche di storia e di una pace che meraviglia e rasserena.

 

Le foto delle città

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